Sangioveto Campolese, il Supertuscany. Un Sangiovese Toscano che si fa bere bene e che non ha nulla da invidiare ad altri vini

sangiovese campoleseParliano di un Sangiovese Toscano, anche se sarebbe più giusto chiamarlo Sangioveto dato l’uvaggio usato dai vignaioli de Il Palagio. Si tratta del Sangioveto Campolese. Stapparlo, dopo essere stato tenuto al di fuori dalla bottiglia per cinque anni e più di un anno  dalla rovere delle barrique francesi, l'ossigenazione ha riportato alla luce gli aromi di frutti rossi che non hanno per nulla tardato nel farsi sentire, completati poi dalle più classiche fragranze speziate, tipiche di questi vini, che sono andate ad aggiungere interessanti complessità ai sentori di questo rosso toscano. Un vino da versare con delicatezza e gustare lentamente.

Definito Supertuscany dalla stessa azienda che lo procuce, sa farsi bere bene, nonostante l’autorevole presenza al palato e la forza alcolica dei 13 gradi e mezzo, tenuti a bada da un’eleganza strutturale complessiva che quasi non li fa sentire. Così come, ben dosato, risulta essere il suo impatto astringente.

Insomma un Sangiovese Toscano che non fa temere di fare brutta figura, una volta stappato e che non è di certo inferiore a qualche suo collega prodotto poco distante da quella Pieve di Santo Stefano a Campòli dove il Campolese viene prodotto. Terra fortunata e dal fascino enologico sopra le righe che merita sempre un weekend e anche qualche giorno di più.

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