La conoscenza che le piante sono benefiche per l’uomo, è molto antica. Una leggenda avvolge la storia del Casato: sembra che un nobile cavaliere appartenente alla famiglia dei Tornielli fosse con i Crociati, quando, nel Tempio di Re Salomone, essi trovarono il Santo Graal, e ottennero dal Signore numerosi poteri che avrebbero potuto tramandare ai loro discendenti di sangue fino alla fine dei tempi. I Tornielli, grazie a questi poteri, erano entrati in possesso di una complicatissima e meticolosa scienza, in grado di rilevare i punti della terra considerati positivi nei quali il magnetismo fuoriesce vigoroso e con alta frequenza: una scienza, un potere antico che avrebbe reso migliore la vita dell’uomo.
Sono passati parecchi anni ed ora, questa teoria, ha trovato riscontro nelle apparecchiature scientifiche che rilevano i fenomeni di magnetismo terrestre, ecco perché le nostre piante hanno un particolare potere e la capacità, grazie al terreno “magnetico” che le ha fatte crescere, di esercitare un’influenza positiva sul nostro corpo. Ogni gruppo di piante emana una frequenza differente che influisce su una parte del corpo e tutti i gruppi interagiscono con il corpo intero.
Le Piante di Monte Oro hanno ricevuto in dono un potere aureo nel vero senso della parola. Non sono semplici e comuni piante perché il Conte Tornielli, ideatore del Parco del Castello Monte Oro, era un profondo conoscitore di quella scienza antica che custodiva gelosamente. Il Conte, fu un uomo incredibile dedicò l’esistenza al suo grande progetto, ben sapendo che non ne avrebbe visto la realizzazione finale nel suo massimo splendore. Il conte parti a fine ottocento per nave raccogliendo per tutto il mondo le specie di piante che chi prima di lui aveva indicato nell’antico trattato, lui era la chiave di volta per rendere reale ciò che per secoli era rimasto segreto, avvolto nel buio della carta.
Il Conte aveva individuato il punto della terra con la perfetta frequenza magnetica ed ora intendeva realizzare un grande sogno che posava su studi altamente scientifici e di età antichissima.
Il Conte Gaudenzio Tornielli di Novara in trenta anni di lavoro dal 1896 al 1926 con l’aiuto di numerosi professionisti tra cui l’amico Architetto Carlo Nigra, realizzò il Parco ed il Castello di Monte Oro, natura ed architettura ispiratesi reciprocamente si fondono alimentandosi e rispecchiandosi una con l’altra. Gaudenzio Tornielli nel 1935 muore celibe senza eredi questo magico luogo è ereditato da una nipote, per settanta lunghi anni, l’incanto di Monte Oro rimane avvolto in un sonno “fatato”, dal parco e dal Castello era volata via la sua aquila, nobile animale rappresentante lo stemma di famiglia dei Tornielli, aquila che nei secoli aveva fatto viaggiare questa preziosissima conoscenza, che aveva combattuto e protetto questo prezioso segreto. Il Destino è fratello dei Tornielli, ed esso vuole che la promessa fatta al primo di loro sia mantenuta: il potere non deve andare perso.
Si racconta che Gaudenzio Tornielli abbia tenuto nascosto l’esistenza di un figlio, questione estremamente delicata e riservata per i tempi, e che a lui decise di donare il bene più prezioso: la Pergamena di Monte Oro, perché il potere non si perdesse.
La speranza del Conte era che, un giorno, un suo discendente chiamato dal sangue per l’antica promessa, sarebbe tornato come un’aquila, a posarsi su quel luogo incanto risvegliandolo.
Questo intreccio di realtà e leggenda continua: un giorno un giovane trovò una pergamena lasciatagli dal suo bisnonno, la custodi, la lesse, la senti sua ed iniziò a sognare di volare su quel Monte che tanto chiede, ma tanto da, ed il sogno divenne realtà e come il suo trisnonno oggi è qua a porre la sua firma su queste piante affinché tutti possano testimoniare e beneficiare del Grande Sogno di Monte Oro.
Queste piante, creature della terra del Monte, sono gioielli, non solo in senso metaforico. Esse rappresentano un “valore aggiunto” per il nostro benessere fisico e interiore. Il Parco grazie all’energia elettromagnetica del terreno, produce ancora oggi, nella sua Serra, piante “attive”. Esse sono coltivate, vezzeggiate e messe in vaso in pochi, preziosi e numerati esemplari.
Gioielli autentici, per coloro che, conquistati dal magico goldie style del Castello, vogliono rubare uno spicchio di storia e, soprattutto di “terra” da conservare gelosamente, per entrare di diritto nel mito e nella leggenda magica di Monte Oro.